
Un messaggio su MSN smuove una serata altrimenti destinata ad essere passata abbracciato al ventilatore di fronte al PC: “stasera vieni a vedere ‘Kyashan La Rinascita’ “ ?
Urka è vero! Han localizzato il film (prodotto nel 2004) del mitico Kyashan ed è in distribuzione nei cinema nostrani! Subito i ricordi si affacciano alla mente… Il cigno mamma, il completino bianco con casco mezzaluna munito dell’eroe, gli eserciti infiniti di robottoni ed il mitico, unico e grandissimo cane androide Flender! Come non ricordare il richiamo che risuonava durante le battaglie: Fleeeeeeendeeeeeeeeeeer!

Gasato dall’idea di vedere un bel film sui “supereroi giapponesi” e speranzoso di gustare un bel po’ di eroici combattimenti e robottoni vari mi unisco all’allegra compagnia e mi incammino verso il cinema assaporando, fra l’altro, il piacere dell’aria condizionata tipica ed onnipresente nei multisala odierni.
Ma non tutto và come sperato, e l’amara scoperta della mancanza di aria condizionata all’interno del cinema non è stato sicuramente un buon inizio.
Inizia il film
Fiumi di immagini si alternano sullo schermo. Bella la fotografia che propone elementi reali miscelati con ricostruzioni digitali, interessante il connubio di fattori supertecnologici (aeromobili,visori,schermi…) presentati con un design decisamente retrò con forti richiami ad elementi che rimandano la mente ai regimi del comunismo cinese o russo (ingranaggi poderosi, statue mastodontiche,…).
Ultimato il trip visivo, supportato da una voce narrante che ci introduce al mondo in cui è ambientato il film (una realtà sconvolta dalla guerra e sommersa da schifezze inquinanti) la parola viene lasciata agli attori.
Lento.
E’ il primo termine che viene alla mente dopo gia 10 minuti di proiezione.
Discorsi filosofeggianti che in “rapida” successione affrontano questioni etiche, bioetiche, familiari e politiche (fra le quali spiccano i concetti di guerra preventiva,terrorismo,supremazia della razza,bene superiore,…). Riassumendo il tutto in poche parole: lo scienziato Azuma presenta ai luminari del luogo la scoperta di una cellula X (neo-cellula) che permetterà la produzione in massa di parti di ricambio umane (gambe,occhi,colonne vertebrali,…) pronte per ogni esigenza il tutto senza ricorrere alla ormai classica clonazione e con notevole velocità di realizzazione.
La scoperta interessa le alte sfere militari (vere padrone del paese) dato che sono tutte composte da vecchietti non molto arzilli e prossimi alla dipartita ed il progetto di Azuma viene finanziato e seguito dall’esercito. Nel mentre Tetsuya il figlio dello scienziato decide di partire per “la guerra” spinto dal classico desiderio giovanile di “fare qualcosa per la nazione”.

Finito il primo preambolo (30 minuti di film buoni) parte il secondo… vediamo anche qua di presentarlo tutto d’un fiato..
La madre di Azuma, ammalata di grave e misteriosa malattia, si aggrava, Tetsuya vive (con scene lente…. ma leeeeeeente) gli orrori della guerra e muore, ritornando come fantasma a trovare la famiglia per dare l’ultimo saluto e dire la sua sull’inutilità dei conflitti bellici. (altri 30 minuti di film buoni)
Dopo un ora di filosofia spiccia appare un poco di azione.
Un fulmine cade dal cielo… ma non un fulmine formato da elettricità badate bene… un vero e proprio fulmine di ferro battuto – cesellato con inserti tecnologici vari – stile saetta di Zeus lanciata dall’olimpo!
Il monolite seghettato (ricordate “2001 Odissea nello Spazio”?) si impianta proprio nel laboratorio di Azuma rilasciando una qualche energia che anima i pezzi umani sino a quel momento prodotti che combinandosi fra loro vanno a formare degli esseri veri e propri. I militari si spaventano e – come ogni buona pellicola che si rispetta in cui è presente un esercito o una forza di polizia – iniziano a sparare un po’ ovunque nel tentativo di eliminare le creature apparse.
In questo punto troviamo i primi elementi (se escludiamo i nomi dei personaggi) di connessione con il fumetto da cui è tratto il film. Infatti anche nella versione cartacea ed animata era stato un fulmine durante una tempesta ad attivare gli androidi realizzati da Azuma (nella idea originale erano stati concepiti per decontaminare la terra inquinata e non per divenire pezzi di ricambio) facendoli impazzire e rendendoli ostili all’ uomo.
Fulmine a parte però non si rileva alcuna altra similitudine con la serie ispiratrice… distacco che, purtroppo, sarà presente in tutto il film.

Andando in “Fast Forward” rispetto agli accadimenti presentati nella pellicola (10 minuti buoni di caccia al “mostro”) finalmente incappiamo nella genesi dell’eroe del film! Azuma prende il cadavere del figlio e lo pone (in una sorta di battesimo) nel brodone primordiale formatosi al di sotto della saetta giunta dal cielo. Come per “magica magilla” il ragazzo riprende vita e successivamente viene rivestito dalla storica tutina bianca d’ordinanza che in questo caso ha la funzione di contenere il corpo di Tetsuya il quale è si rinato ma anche in procinto di “esplodere” a causa di un effetto collaterale alla resurrezione che causa una espansione inarrestabile dei tessuti e della massa muscolare del suo corpo.
Per dovere di cronaca riportiamo come invece nella serie originale Azuma venga costretto su pressione di Tetsuya stesso a trasformare il figlio in un super androide destinato a battersi per l’umanità per liberarla dai robot impazziti.
Lo sterminio della massa di carne animata creatasi nel laboratorio intanto prosegue e (“Fast Forward”) dopo 20 minuti rimangono solo 4 elementi ancora in vita (come nella serie originale) i quali, proseguendo la loro fuga, arrivano in maniera totalmente casuale in una sorta di monastero tibetano all’interno del quale (ma voi pensate che fortuna) rinvengono una catena di produzione di robot e macchine da guerra bella pronta per essere utilizzata… il tutto ovviamente non senza aver prima spiegato (secondo me almeno 10 minuti) alla platea la filosofia che starà alla base del loro desiderio di sterminio della razza umana! Nel mentre di tutto ciò viene rapita la madre di Tetsuya (nella serie originale era il padre il rapito) la quale
viene adagiata su un letto a forma di cigno (e non inserita in un cigno robotico come da fumetto)
Fra un sermone e l’altro inizia l’invasione dei robot (elementi grafici pregevoli ed inserimento di fotogrammi cartoon nello stile del video dei Pink Floyd “The Wall”) e finalmente vediamo Kyashan menare le mani. Botte da orbi, devastazione, inquadrature e mosse simili a quelle utilizzate nella serie animata originale. L’animo si rilassa… dopo piu di un’ora di spiegazioni finalmente arriva l’azione.. BIM…BUM…CRASH….BENG… CUT!
CUT???
Si… non so se si tratti di una “eccezione” della versione italiana ma i cazzotti finiscono con un bello schermo nero seguito da un cambio di inquadratura e di scena senza una soluzione di continuità.
Un combattimento in un ora quando mi aspettavo (e con me mezza sala a sentire i commenti) un bel film di azione e me lo tagliano pure…. e no…. e che cavolo…. allora taglio anche io il commento al film!
Super “Fast Forward” con in rapida successione… sermone,filosofia,morte degli androidi tranne il capo,mix di elementi di fotografia notevoli intervallati da alcune scene però tristissime, confusione, CUT, struggente rimorso interiore,CUT, colpo di stato, baci abbracci, scene pseudoromantiche infinite, battaglia finale, CUT, no sense, lampo di Zeus.
Titoli di coda
Il primo pensiero a pellicola finita è stato… ma che palle… in un film di due ore son riusciti a metterci almeno 30 minuti di flashback… manco nei peggior serial televisivi a fine stagione! E poi mi han fregato ancora con i trailer… mica si capiva che era cosi’ il film!
Il secondo… però la fotografia mi ha intrigato, sarebbe da rivedere prendendo ogni singola scena fine a se stessa.
Il terzo… anche se mi spiegavano il perché dei 10000 elementi inseriti non mi offendevo.
Il quarto… lo consiglio agli amici? Si… no… boh…. in DVD o cassetta direi. Ma con la
consapevolezza che non si tratta di un action movie e che con il Kyashan originale ha ben poco da spartire… anche il mitico cascetto “caricabatterie” con la mezzaluna sopra non lo hanno usato.
Il quinto… ma lo han tagliato? Magari senza tagli si capiva qualcosa di piu. Forse nella “versione papale” in 3 DVD si potranno trovare le risposte a tutto ciò che non è stato spiegato.
Il sesto… ma i giapponesi “biondo platinato” nei film non mancano mai? Ma in Kyashan era presente anche Dante del videogame “Devil May Cray”?
Il settimo ed ultimo pensiero… quello che ancora mi assilla e mi deprime…. il triste cameo destinato a Flender… manco robotizzato me lo hanno reso, solo un comune e normle cagnolino… nessuna trasformazione in trivella… nessuna trasformazione in veicolo…. Nessun Fleeeeeeendeeeeeeeeer e questa è una grave pecca!
Un ultimo appunto, questo è un film ciclico… se vi raccontano bene l’inizio vi fregano la fine!
Quindi, a parte gli spoiler forniti in questo sproloquio, evitate di farvi narrare ulteriori elementi se avete intenzione di andare a vederlo!
Per i curiosi: sito ufficiale e trailer: http://www.gofishpictures.com/casshern/casshern_main.html