
Qualche settimana fà chiacchieravo con David Orban sul metodo di indicizzazione utilizzato da Google per la memorizzazione dei libri all’interno del sistema Google Books e mentre si discuteva di chiavi univoche (Google utilizza il codice IBAN) e di sistemi per la memorizzazione di dati cartacei mi sono saltati all’occhio un pò di sistemi online di generazione Web 2.0 che forniscono la possibilità agli utenti di inserire, catalogare e condividere con il mondo i tomi delle loro librerie.
Dopo aver navigato fra alcune delle varie proposte presenti in rete (LibraryThing, Shelfari ,… ) mi ero convinto della non esistenza di alcun sito in grado di soddisfare tutte assieme alcune mie semplicissime necessita:
- Alta velocità di inserimento
- Presenza di una wish list
- Portabilità dei dati inseriti
ed avevo quindi abbandonato l’idea di catalogare la mia libreria sul Web.
Oggi Folletto Malefico mi ha invece segnalato Anobii un servizio (esistente dal 2006) che era sfuggito alla mia ricerca e che si è rivelato perfetto per le mie esigenze. In pochi passi e grazie alla possibilità di inserire in massa i libri sono riuscito in circa 20 minuti a catalogare un centinaio di volumi, metterne qualcuno in wishlist (sperando in graditi regali ^_^) e a verificare la presenza nella mia città di persone con gusti affini con le quali sarebbe magari interessante scambiare due chiacchiere per condividere opinioni e pensieri.
Altre funzioni interessanti di questo servizio sono sicuramente:
- L’automatismo con cui vengono recuperati copertina,autore,titolo,ecc dei libri inseriti.
- La possibilità di inserire commenti e recensioni sui propri libri.
- La possibilità di mettere in vendita/scambiare (con transazioni da tenersi esternamente al sito) i propri volumi.
- La gestione e creazione di gruppi di interesse dove si possono radunare gli appassionati in base a generi letterari/autori.
- La possibilità di segnalare dove si è acquistato un libro e se la lettura si è rivelata soddisfacente o meno.
- La possibilità di inserire in blog e siti esterni la propria biblioteca (utility che però non pare funzionare perfettamente).
Il tutto gestibile con pochi click ed una semplicità davvero notevole.
Un tips utile se avete intenzione di catalogare ogni volume presente in casa vostra può essere quello legato all’utilizzo di siti commerciali, come ad esempio BOL, per reperire facilmente e rapidamente i codici Isbn necessari per poter inserire in maniera davvero rapida e massiva i dati.
Per i curiosi la parola Anobii deriva dal nome scientifico del “tarlo da legno”, ovvero il anobium punctatum, chiamato “verme dei libri” nei paesi di lingua inglese.

Io rimango con LibraryThing. L’ho trovato veloce a introdurre libri e la ricchezza di rimandi è impareggiabile…
LibraryThing è notevole… ma non sò, a pelle aNobii mi prende di più.
Magari appena ho importato tutta la libreria provo a travasarla anche su LibraryThing in modo da fare un test su un set bello completo di dati.