VII Commissione – Si parla di videogame,internet e film

Una delle poche cose “libere” che ancora abbiamo è il poter decidere (una volta raggiunta la maggiore età) cosa vedere e di quali media fruire.

Questa cosa deve dar fastidio alle “alte sfere” ed ecco quindi che, nel solito marasma che contraddistingue l’italico popolo, chi ci governa cerca di porre qualche toppa quà e là nelle leggi che governano l’accesso ai contenuti che le major ci propongono… inizialmente con la solita motivazione della “tutela dei minori” ma con leggi che ,son sicuro, andranno a toccare anche chi minore non lo è piu.

E’ di questi giorni una interrogazione parlamentare che, fra le altre cose, ha affrontato infatti proprio l’argomenti di come regolamentare l’accesso a internet ai film e ai videogiochi.

Parlando del media dei videogame si nota come i punti più “caldi” e controversi siano quelli che cercano di definire come i provider dovranno essere coinvolti per stabilire l’accesso a contenuti e videogiochi online e quale debba essere l’ente preposto ad assegnare il rating ai vari prodotti. Ad alcuni il PEGI piace… ad altri invece piacerebbe mettere in piedi una bella (e costosa) comissione italica per far quello che il PEGI fà egregiamente da anni.

Riporto alcuni interventi che mi han particolarmente colpito:

Norme a tutela dei minori nella visione di film e di videogiochi.
C. 3014 Governo.

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato da ultimo il 18 ottobre 2007.

Paola GOISIS (LNP) ritiene condivisibile l’impostazione del provvedimento che tende a responsabilizzare maggiormente gli operatori del settore, pur sottolineando che un’impostazione basata solo sulla autoregolamentazione non può essere di per sé efficace. Ritiene peraltro molto importanti i vincoli imposti ai videogiochi, in quanto attraverso i videogiochi spesso sono veicolati messaggi molto violenti per i bambini e gli adolescenti in genere. Ritiene peraltro che le sanzioni previste dal disegno di legge siano troppo blande e risulti eccessivamente oneroso il meccanismo di funzionamento della Commissione istituita dal disegno di legge. Considera inoltre importante coinvolgere maggiormente le famiglie, attraverso anche la puntualizzazione di alcune definizioni contenute nel disegno di legge e lo svolgimento di audizioni di soggetti che ne rappresentino le istanze.

Ovvero… il rating di cinema ecc ecc è accettabile… ma è inacettabile quello dei videogame che spesso plagiano e rovinano i poveri bimbi ed adolescenti! Giocare ad un horror è peggio che guardare l’esorcista? Che controlli ci sono ad oggi sulla vendita ed il noleggio dei DVD video? Ai distributori automatici messi nelle strade viene controllata l’età di chi prende il film? Ma perchè cavolo Tv e Cinema sono ritenute meno travianti dei videogame? (e non iniziamo con la storia della fruizione attiva/passiva ecc ecc….)

Laura FRONER (Ulivo) evidenzia, come ha già ricordato nel corso dell’esame del provvedimento, che la materia in esso contenuta è stata debitamente affrontata per i profili di competenza dalla Commissione parlamentare per l’infanzia. Per quel che riguarda i videogiochi e il problema degli accessi ad internet da parte dei bambini è stata svolta infatti un’analisi molto accurata dalla Commissione bicamerale. Si è evidenziata in questo senso l’importanza di prestare particolare attenzione all’utilizzo domestico di tali strumenti, in quanto spesso le famiglie non sono in grado di controllare tutti gli accessi ad internet da parte dei propri figli [..] .

Non ho capito… si afferma che dato che i genitori non sono in grado di controllare tutti gli accessi ai media (internet) allora lo stato debba inventarsi strumenti di censura e controllo? Quindi lo stato andrà a sigillare a mano anche tutti i cassetti e gli armadi lasciati aperti contenenti materiali pericolosi per i piccoli? E spegnerà le sigarette dei papà e delle mamme che fumano in casa? Evviva lo stato con istinti materni!

Alba SASSO (SDpSE) sottolinea che il disegno di legge affronta una tematica molto complessa, dato che il rischio che un determinato film possa essere sottoposto a censura è attualmente molto elevato. Ritiene che la classificazione dei film prevista dall’articolo 3 presenti alcuni aspetti di problematicità. In particolare, sottolinea che la distinzione tra film vietati ai minori di 10 e film vietati ai minori di 14 sia una classificazione troppo minuziosa e di difficile attuazione; rileva altresì che il riferimento alla dignità della persona contenuto nell’articolo 3 costituisca un riferimento troppo generico. Non ravvisa invece validi motivi che possano giustificare il fatto che l’emanazione dei decreti di cui al comma 2 dell’articolo 3 debba vedere coinvolto solo il Ministero della famiglia, quando la competenza a nominare i diversi componenti della Commissione ministeriale investe svariati ministeri. Per quel che riguarda il tema dei videogiochi, considera invece utili e importanti i riferimenti e le procedure contenuti nel disegno di legge, sottolineando peraltro che il tema fondamentale è quello relativo alla difficoltà di impedire l’accesso alla rete internet da parte dei minori.

Noto una strana fusione fra videogame ed accesso ad internet… ma sapranno che i videogame online sono decisamente pochi rispetto alla massa? E che Myspace, SecondLife (fà figo citarlo…) ,ecc ecc non sono videogame?

[..] Segnala infatti che all’inizio di questo anno si è verificato un problema in relazione al divieto di visione per i minori di quattordici anni del film «Apocalipto», di Mel Gibson. Ricorda infatti che la Commissione ministeriale deputata allo svolgimento di tale ultima valutazione deliberò a maggioranza di non vietare la visione del film, proprio grazie al voto di un produttore. Tale decisione portò peraltro ad una serie di lamentele da parte di associazioni di genitori e alla proposizione di un ricorso al TAR da parte del CODACONS, ricorso che – per la prima volta nella storia della Repubblica – ha portato alla revisione della decisione della Commissione ministeriale in questione. Evidenzia d’altra parte che, seppure in senso diverso da quello indicato, vi sono stati negli anni passati altri problemi applicativi della disciplina vigente. Nel 1994, per esempio, relativamente al film «Pulp Fiction», il TAR si dichiarò incompetente a conoscere la decisione della Commissione ministeriale. In quella occasione, peraltro, l’allora sindaco della città di Chivasso in provincia di Torino, a vietare la visione del film ai minori [..]

Questa non la sapevo… la riporto come curiosità ^_^

[..] continua nel documento ufficiale [..]

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About Mauro Monti

Mauro Monti Amante del fare e del provare, del confrontarsi e del scoprire e riscoprire le cose della vita. Programmatore, giornalista, creativo. Fotografo in erba,scrittore,progettista. Sognatore pragmatico, osservatore. Attualmente attivo sia nell’ambito della consulenza informatica sia in quello della comunicazione nelle vesti di giornalista ed addetto ad uffici stampa.