Per chi lavora nell’ambito dell’IT il ritrovarsi “sommerso” di dischi fissi acquistati, rotti e sostituiti è uno degli aspetti più comuni. Dopo anni di lavoro ed assistenza il numero di Hard Disk chiusi in scatoloni e dei quali si è persa qualsiasi informazione su stato e contenuto diviene la prassi facendo aumentare sempre più lo spazio occupato da oggetti che magari invece potrebbero essere riutilizzati per backup o scambio di dati.
La motivazione alla base del mancato riciclo dei dischi fissi interni non più al passo con i tempi (dimensioni ridotte, settori rovinati da ripristinare,…) è dovuta, nella maggior parte dei casi, alla mancanza di voglia e tempo da dedicare ad operazioni quali lo smontare il case del proprio computer per collegarvi gli HD da analizzare atività che nel migliore dei casi può richiedere anche qualche ora nel tentativo recuperare i cavi o trovare lo spazio necessario dove collegare le varie unità.
L’Hard Drive Dock Pro di Freecom propone una soluzione semplice e funzionale per poter accedere ai dischi fissi interni grazie ad una docking station compatta (13.6 x 9.5 x 7.7 cm) e portatile che in pochissimi minuti rende pronti all’uso tutti gli Hard Disk a nostra disposizione.
Aperta la confezione del prodotto risulta infatti sufficiente collegare via USB 2.0 il prodotto al proprio PC/MAC e collegarvi un Hard Disk per vedere apparire immediatamente l’unità di storage fra le risorse del computer, proprio come accade con una comune chiavetta USB.
Un elemento di spicco dell’Hard Drive Dock Pro è dato dalla possibilità di utilizzare sia i nuovi HD SATA (2.5” e 3.5”) che i “vecchi” HD PATA/IDE grazie alla presenza di due distinte interfacce di connessione. Nei nostri test abbiamo utilizzato dischi fissi delle più svariate dimensioni (da 850Mb a 2Tb) senza incontrare alcun problema nemmeno con dispositivi che risalivano al lontano 1986.
Segnaliamo ll’impossibilità di connettere due HD in contemporanea anche utilizzando uno sdoppiatore di alimentazione ed un cavo BUS a doppia entrata; il software del prodotto Freecom è in grado di gestire sono un device alla volta.
Ottime le possibilità di usare il Dock come unità di backup dati: definendo l’unità esterna come destinazione per i file sensibili dei nostri uffici e cambiando giornalmente gli HD dedicati per questa funzionalità siamo riusciti a creare un sistema sicuro e rapido per la manutenzione delle informazioni riutilizzando dei dischi già in nostro possesso.
Buona anche la velocità di trasferimento dei dati data la presenza di una porta USB 2.0 ed estremamente funzionale è risultata essere la modalità di connessione dei dischi al prodotto: tramite slitta per i supporti SATA e tramite cavi (non inclusi nella confezione) per i dischi PATA/IDE
In conclusione l’Hard Drive Dock Pro si è rivelato essere un ottimo device sia per l’utilizzo casalingo ,dedicato a chiunque abbia in casa qualche HD interno ormai dimenticato nell’armadio, sia per tutti gli operatori IT (tecnici, installatori, programmatori) per i quali risulta fondamentale il poter accedere ai dati sparsi per i vari dischi senza perdere tempo nell’avvitare e svitare case.



